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ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme quest andata onde li dai tu vanto intese cose che furon cagione Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così puose con lieto volto ond io mi confortai mi mise dentro Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai