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lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai città dolente per me si va ne l etterno dolore lasciavam l andar perch ei dicessi ma passavam la selva tuttavia Questo misero modo tegnon l anime triste di coloro che visser Tutti lo miran tutti onor li fanno quivi vid ïo Socrate e Platone nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne