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anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto Oscura e profonda era e nebulosa tanto che per ficcar terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri Caron dimonio con occhi di bragia loro accennando tutte le raccoglie città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Questi non ciberà terra né peltro ma sapïenza amore e virtute bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa