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quelli a me L onrata nominanza che di lor suona Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Molti son li animali a cui s ammoglia e più saranno ancora infin Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno quella a me Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa passavam su per l ombre che adona la greve pioggia e ponavam penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così