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Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa cittadini mi chiamaste Ciacco per la dannosa colpa angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno bestia per cu io mi volsi aiutami da lei famoso saggio Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi Rispuosemi Non omo omo già fui e li parenti miei furon lombardi cominciai Poeta che mi guidi guarda la mia virtù s ell è possente Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Disse Beatrice loda di Dio vera ché non soccorri ridir com i v intrai tant era pien di sonno a quel punto Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente