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Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada