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quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò parola tua intesa rispuose del magnanimo quell ombra l anima Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente maestro cominciò a dire Mira colui con quella spada fïate li occhi ci sospinse quella lettura e scolorocci Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato volontieri acquista e giugne l tempo che perder ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato Finito questo la buia campagna tremò sì forte che de lo spavento tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose