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Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata ebber ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevol Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Quando vidi costui nel gran diserto Miserere di me gridai Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Incontanente intesi e certo fui che questa era la setta d i cattivi principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion Quivi sospiri pianti e alti guai risonavan per l aere sanza stelle Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura volontieri acquista e giugne l tempo che perder verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro quell anime ch eran lasse e nude cangiar colore e dibattero cantando lor lai faccendo in aere di sé lunga riga così vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge