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conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre ritrasser tutte quante insieme forte piangendo a la riva malvagia vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa venire io m abbandono temo che la venuta non sia folle Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura