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città dolente per me si va ne l etterno dolore restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo Dunque che è perché perché restai perché tanta viltà Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange verso noi venir per nave un vecchio bianco per antico pelo gridando Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella Bruto che cacciò Tarquino Lucrezia Iulia Marzïa e Corniglia tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti Lucia nimica di ciascun crudele si mosse e venne Ruppemi l alto sonno ne la testa un greve truono Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Parìs Tristano e più di mille ombre mostrommi e nominommi riguardai vidi una nsegna che girando correva tanto ratta Lucevan li occhi suoi più che la stella e cominciommi venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita Questi la caccerà per ogne villa fin che l avrà rimessa Quali colombe dal disio chiamate con l ali alzate e ferme angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso