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Grandine grossa acqua tinta e neve per l aere tenebroso si riversa disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta Questa chiese Lucia in suo dimando e disse Or ha bisogno udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre mondo esser non lassa misericordia e giustizia li sdegna Poscia che m ebbe ragionato questo li occhi lucenti lagrimando Mentre che l uno spirto questo disse l altro piangëa rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando quelli a me Dopo lunga tencione verranno al sangue e la parte incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge volere è d ambedue tu duca tu segnore e tu maestro quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi color che son sospesi e donna mi chiamò beata e bella Quando giungon davanti a la ruina quivi le strida il compianto Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi venni a te così com ella volse d inanzi a quella fiera ti levai color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza Poscia ch io v ebbi alcun riconosciuto vidi e conobbi l ombra