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quelli Ei son tra l anime più nere diverse colpe giù li grava Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi persona accorta Qui si convien lasciare ogne sospetto ogne viltà animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno Farinata e l Tegghiaio che fuor sì degni Iacopo Rusticucci Arrigo Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente maestro e l mio autore tu se solo colui da cu io tolsi lo bello Quivi secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri maestro a me Tu non dimandi che spiriti son questi disvuol ciò che volle e per novi pensier cangia proposta rispuosi Ciacco il tuo affanno mi pesa sì ch a lagrimar mi nvita terzo cerchio de la piova etterna maladetta fredda e greve regola costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia Così andammo infino a la lumera parlando cose che l tacere volontieri acquista e giugne l tempo che perder altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò anima trista non son sola ché tutte queste a simil pena stanno giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto gentil ratto s apprende prese costui de la bella persona distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto conte quando noi fermerem li nostri passi su la trista riviera