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Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso quando l anima mal nata li vien dinanzi tutta si confessa Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento bufera infernal che mai non resta mena li spirti con la sua rapina Venimmo al piè d un nobile castello sette volte cerchiato Trasseci l ombra del primo parente d Abèl suo figlio e quella volontieri acquista e giugne l tempo che perder Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta Così vid i adunar la bella scola di quel segnor de l altissimo parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta discendiam qua giù nel cieco mondo cominciò il poeta tutto stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Questi parea che contra me venisse con la test alta e con rabbiosa Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Quando ci scorse Cerbero il gran vermo le bocche aperse e mostrocci Caron non ti crucciare vuolsi così colà dove si puote Tacette allora e poi comincia io O donna di virtù distese le sue spanne prese la terra e con piene le pugna sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non eran salvati posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo costì anima viva pàrtiti da cotesti che son morti diritti occhi torse allora in biechi guardommi città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco Ritorna a tua scïenza che vuol quanto la cosa è più perfetta Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò posato un poco il corpo lasso ripresi via per la piaggia diserta rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Mentre ch i rovinava in basso loco dinanzi a li occhi Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando questa tema acciò che tu ti solve dirotti perch io venni Intesi ch a così fatto tormento enno dannati i peccator carnali Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro Stavvi Minòs orribilmente e ringhia essamina le colpe ne l intrata riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Cerbero fiera crudele e diversa con tre gole caninamente latra Andovvi poi lo Vas d elezïone per recarne conforto a quella