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parola ornata e con ciò c ha mestieri al suo campare l aiuta cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Quand io intesi quell anime offense china il viso e tanto color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli onori scïenzïa e arte questi chi son c hanno cotanta onranza perché venirvi o chi l concede Io non Enëa io non Paulo Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio stornei ne portan l ali nel freddo tempo a schiera larga e piena Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente lungi n eravamo ancora un poco ma non sì ch io non discernessi Siede la terra dove nata fui su la marina dove l Po discende Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno giacean per terra tutte quante fuor d una ch a seder si levò Caccianli i ciel per non esser men belli né lo profondo inferno prese al cor quando lo ntesi però che gente di molto valore Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo Quinci non passa mai anima buona e però se Caron di te si lagna abbaiando agogna e si racqueta poi che l pasto morde lunga ancor la nostra via di qua dal sonno quand quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino città ch è piena d invidia sì che già trabocca il sacco Colà diritto sovra l verde smalto mi fuor mostrati li spiriti Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Però se l avversario d ogne male cortese i fu pensando incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto Poeta fui e cantai di quel giusto figliuol d Anchise che venne udire e che parlar vi piace noi udiremo e parleremo a voi mentre appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra vieni al doloroso ospizio disse Minòs a me quando mi vide lasciando Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Ancor vo che mi nsegni e che di più parlar mi facci ntese il mio parlar coverto rispuose Io era nuovo in questo stato dimmi la cagion che non ti guardi de lo scender qua giuso mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura Eletra con molti compagni tra quai conobbi Ettòr ed Enea Cesare