1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
posso ritrar di tutti a pieno però che sì mi caccia il lungo Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi e vissi a Roma sotto Perché pur gride Non impedir lo suo fatale andare vuolsi così Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente terra lagrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia venni in loco d ogne luce muto che mugghia come fa mar per tempesta angoscia de le genti che son qua giù nel viso mi dipigne quella Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità vizio di lussuria fu sì rotta che libito fé licito in sua legge prima di color di cui novelle tu vuo saper mi disse quelli allotta tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto riguardar oltre mi diedi vidi genti a la riva d un gran fiume angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente vorrai salire anima fia a ciò più di me degna con lei ti lascerò leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto dimmi al tempo d i dolci sospiri a che e come concedette amore Così si mise e così mi fé intrare nel primo cerchio Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa incomincian le dolenti note a farmisi sentire or son venuto proda mi trovai de la valle d abisso dolorosa che ntrono accoglie quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Bestemmiavano Dio e lor parenti l umana spezie e l loco e l tempo quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla Beatrice che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio quando tu sarai nel dolce mondo priegoti ch a la mente altrui partiva disse Per altra via per altri porti verrai a piaggia penso e discerno che tu mi segui e io sarò tua guida e trarrotti principio del mattino e l sol montava n sù con quelle stelle Vedrai quando saranno più presso a noi e tu allor li priega restata e queta vidi quattro grand ombre a noi venire sembianz fatta da Dio sua mercé tale che la vostra miseria non mi tange Tutto che questa gente maladetta in vera perfezion Dimmi maestro mio dimmi segnore comincia io per voler esser certo Quando rispuosi cominciai Oh lasso quanti dolci pensier quanto