1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30 1 5 10 20 30
tosto come il vento a noi li piega mossi la voce O anime affannate Figliuol mio disse l maestro cortese quelli che muoion Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne e io etterno occhi ha vermigli la barba unta e atra e l ventre largo e unghiate altri poeti onore e lume vagliami l lungo studio e l grande amore terrà lungo tempo le fronti tenendo l altra sotto gravi Traemmoci così da l un de canti in loco aperto luminoso sesta compagnia in due si scema per altra via mi mena il savio rigavan lor di sangue il volto che mischiato di lagrime Mischiate sono a quel cattivo coro de li angeli che non furon color mi fui accorto dissi Come verrò se tu paventi che suoli Queste parole di colore oscuro vid ïo scritte al sommo Cammilla e la Pantasilea da l altra parte vidi l re Latino Questi sciaurati che mai non fur vivi erano ignudi e stimolati Quando sarò dinanzi al segnor mio di te mi loderò sovente Poeta io ti richeggio per quello Dio che tu non conoscesti acciò colle giunto là dove terminava quella valle che m avea di paura città dolente per me si va ne l etterno dolore Giusti son due e non vi sono intesi superbia invidia e avarizia affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l acqua Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò animal grazïoso e benigno che visitando vai per l aere perso Galeotto fu l libro e chi lo scrisse quel giorno Diverse lingue orribili favelle parole di dolore accenti Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo mpedimento appresso convien che questa caggia infra tre soli e che l altra tornar de la mente che si chiuse dinanzi a la pietà venuti al loco ov i t ho detto che tu vedrai le genti dolorose conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto questo nferno tratto mi disse riconoscimi se sai tu fosti prima innalzai un poco più le ciglia vidi l maestro di color che sanno Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume Semiramìs di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza e molte genti Così li dissi e poi che mosso fue intrai per lo cammino tutte parti impera e quivi regge quivi è la sua città Urlar li fa la pioggia come cani de l un de lati fanno a l altro Poscia ch io ebbi l mio dottore udito nomar le donne antiche rivolsi a loro e parla io e cominciai Francesca i tuoi martìri giorno se n andava e l aere bruno toglieva li animai quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto cominciai Poeta volontieri parlerei a quei due che nsieme vanno Quali fioretti dal notturno gelo chinati e chiusi dimmi chi tu se che n sì dolente loco se messo e hai sì fatta Genti v eran con occhi tardi e gravi di grande autorità angoscia che tu hai forse ti tira fuor de la mia mente